On 21 may 2013 the House of Jazz of Rome presents:

Round About Thelonious

for review Art & Soul: stories of music in music

With Alberto Castelli and Marco Tiso

“Working with Thelonious  meant to be on the side of a musical architect of the highest class …” (John Coltrane)

Even today, there is something missing, something mysterious (just like the title of one of his famous composition) in the figure and in the art of Thelonious Monk. That something, which is very difficult if not impossible to describe in full, is one of the reasons why his music and his life continue to affect us in a decisive manner. Formidable composer, pianist extraordinary, Thelonious Monk is a unique artist in the history of jazz, and more generally of music in the twentieth century.

Sure, Monk perfectly assimilated the lessons of the Harlem pianists of the Twenties, as well as contributed decisively to the birth of bebop, participating alongside, among others, Charlie Parker, Dizzy Gillespie and Kenny Clarke to the famous jam sessions which were held in the 40s at Minton’s Playhouse New York, but his style, his unique arrangements and compositions were something that belonged only to him.

Monk was literally a world apart, an artist who followed unexplored roads and unpublished. His art is a kind of labyrinth, which is beautiful to get lost. The man was no exception: the imposing figure, the massive body hid a rare sensitivity, especially fragile and precious. He was a man of a very long silence, interrupted by remarks and jokes that left an indelible mark. More than anything else, was completely immersed in his music and in his world. His compositions reflect the most important and successful that its remoteness and its total indifference to fashion, to the more mundane solutions and exploited. As the title reminds us of who made the first recordings for Blue Note, Monk was “a genius of modern music,” but more than anything else was an artist impossible to define with precision. It was Thelonious Monk … Or rather, it is Thelonious Monk, because his music continues to stregarci, to leave you breathless.

Telling The most important moments of its history is the task very difficult, almost as much as performing one of his most complex issues, but it is also a challenge that is beautiful to face, or rather is one of those adventures that you almost have to face. During the reading, Marco Tiso, pianist, composer and arranger full of personality and style, interpret some of the compositions that marked deeply the unique and unrepeatable story of Thelonious Monk.

Hours: Tuesday, May 21 at 21.00
Tickets: Admission  5€
Info: 06/704731
 
House of Jazz
viale di Porta Ardeatina, 55 –  Rome
 

Il 21 maggio 2013 la Casa del Jazz di Roma presenta:

Omaggio a Thelonious Monk

Per la rassegna Art & Soul: Storie di musica in musica

Con Alberto Castelli e Marco Tiso

“Lavorare con Thelonious Monk ha voluto dire essere al fianco di un architetto musicale di altissima classe…” (John Coltrane)
 

Ancora oggi c’è qualcosa che sfugge, qualcosa di misterioso (proprio come il titolo di una sua celebre composizione) nella figura e nell’arte di Thelonious Monk. Quel qualcosa, che è molto difficile se non impossibile descrivere in maniera completa, è uno dei motivi per cui la sua musica e la sua vita continuano a colpirci in maniera decisiva. Compositore formidabile, pianista straordinario, Thelonious Monk è un artista unico nella storia del jazz e più in generale in quella della musica del Novecento.

Certo, Monk assimilò perfettamente la lezione dei pianisti della Harlem degli anni Venti, così come contribuì in maniera decisiva alla nascita del Bebop, partecipando al fianco, tra gli altri, di Charlie Parker, Kenny Clarke e Dizzy Gillespie alle celebri jam sessions che si tennero negli anni ’40 al Minton Playhouse di New York, ma il suo stile, i suoi inconfondibili accordi e le sue composizioni erano qualcosa che appartenevano solo a lui.

Monk è stato letteralmente un mondo a parte, un artista che seguiva strade inesplorate e inedite. La sua arte è una sorta di labirinto, nel quale è bellissimo perdersi. L’uomo non era da meno: la figura imponente, il corpo massiccio nascondevano una sensibilità rara, fragile e soprattutto preziosa. Era un uomo dai lunghissimi silenzi, interrotti da osservazioni e battute che lasciavano un segno indelebile. Più di ogni altra cosa, era completamente immerso nella sua musica e nel suo mondo. Le sue composizioni più importanti e riuscite riflettono quella sua lontananza e la sua totale indifferenza alle  mode, alle soluzioni più banali e sfruttate. Come ci ricorda il titolo delle prime incisioni che realizzò per la Blue Note, Monk era “un genio della musica moderna”, ma più di ogni altra cosa era un artista impossibile da definire con precisione. Era Thelonious Monk… O meglio, è Thelonious Monk, perché la sua musica continua a stregarci, a lasciarci senza fiato.

Raccontare I momenti più importanti della sua vicenda è compito decisamente difficile, quasi quanto eseguire uno dei suoi temi più complessi, ma è anche una sfida che è bellissimo affrontare, o meglio è una di quelle avventure che è quasi necessario affrontare. Nel corso del reading, Marco Tiso, pianista, compositore e arrangiatore ricco di personalità e stile, interpreterà alcune delle composizioni che hanno segnato in maniera profonda la storia unica e irripetibile di Thelonious Monk.

Orari:  Martedi 21 maggio ore 21.00
Biglietti: Ingresso 5€
Info: 06/704731
 
Casa del Jazz
viale di Porta Ardeatina, 55 –  Roma

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