Roma 3 Ottobre – 30 Novembre 2013

Giornate Culturali Saudite a Roma

in occasione delle celebrazioni per gli

80 Anni di Relazioni Diplomatiche tra Arabia Saudita e Italia

Mostra: Alla Scoperta dell’Arabia Saudita. La Terra del dialogo e della cultura

Il Regno dell’Arabia Saudita è il più vasto Stato arabo dell’Asia occidentale per superficie che, estendendosi per 2,25 milioni km², costituisca la quasi totalità della penisola arabica) e rappresenta il secondo più grande delmondo arabo dopo l’Algeria.

Il Regno dell’Arabia Saudita intrattiene eccellenti relazioni con la Repubblica Italiana fin dal 1932 quando, con la sigla del Trattato di Amicizia, furono stabiliti reciproci rapporti diplomatico-consolari. Nel1958 viene istituita a Roma l’Ambasciata del Regno dell’Arabia Saudita.

Consistenti investimenti pubblici finalizzati alla realizzazione di moderne infrastrutture, come aeroporti, strade, porti e telecomunicazioni, hanno indotto l’Italia a vedere nell’Arabia Saudita uno sbocco naturale per gli scambi culturali ed economici, diventando attualmente uno dei maggiori e più importanti partners commerciali del Regno.

Nella cornice di tali rapporti privilegiati s’inserisce, quest’anno, la ricorrenza degli 80 anni di Relazioni Diplomatiche tra l’Arabia Saudita e l’Italia, che verrà celebrata a Roma con una settimana di speciali celebrazioni incastonata da una serie di importanti eventi istituzionali e culturali:

Un’inedita e spettacolare Vetrina e rassegna sulla CULTURA e sulle TRADIZIONI SAUDITE (dal 2 al 5 ottobre) a Piazza del Popolo: spettacoli e danze folkloristiche, musica, gastronomia, turismo, moda ed una mostra sull’arte calligrafica araba, con lo scopo di promuovere la conoscenza approfondita del Paese, celebrando le consolidate relazioni di amicizia e gli importanti scambi culturali, economici e politici tra l’Arabia Saudita e l’Italia.

La mostra “Alla scoperta dell’ArabiaSaudita. La terra del dialogo e della cultura” al Complesso Monumentale del Vittoriano – Gipsoteca (dal 4ottobre al 30 novembre) proporrà un excursus del prezioso patrimonio archeologico e storico-culturale dell’Arabia Saudita.

Un FORUM (in data 3 ottobre) a Villa Madama (solo ad inviti) che ospiterà esimi relatori sauditi e italiani che si confronteranno su rilevanti temi di attualità politica, culturale ed economica quali ad esempio “Le relazioni tra Arabia Saudita e Italia: una visione storica” , “il Ruolo del dialogo tra le culture nel consolidamento dei rapporti tra gli Stati e i popoli” e “l’Occidente e l’Oriente di fronte alle sfide della globalizzazione e della modernizzazione”.

ISTITUZIONI PROMOTRICI

per l’Italia: Comune di Roma, Ministero degli Affari Esteri
per l’Arabia Saudita: Ministero degli Affari Esteri, Ministero della Cultura e dell’Informazione, Reale Ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma, Commissione Saudita per il Turismo e le Antichità
 
Qualche curiosità…
Musica e folklore

Ingredienti essenziali di un patrimonio tramandato da secoli, la musica e le danze tradizionali dell’Arabia Sauditarievocano le melodie senza tempo e le cantilene dei poeti beduini, insieme ai versi epici dei suoi cantori.

Pur variando da regione a regione, la musica folcloristica si riconosce nel denominatore comune rappresentato dalla danza delle spade, eseguita da soli danzatori uomini. Meglio noto con il nome di Ardha, lo spettacolo è originario del Najd e raccoglie, in un’unica rappresentazione di sapore antico, ballerini, musicisti e un poeta, che funge da voce narrante. I danzatori con le spade si affiancano spalla a spalla formando un cerchio intorno al poeta, che inizia a cantare in versi, o cantilenando, una breve frase melodica, secondo un ritmo cadenzato dai suonatori di tamburo.

Nell’Hijaz, la musica folcloristica al-sihba rievoca poesia e canti della Andalusia medievale al tempo dell’occupazione islamica.

A Makkah, Medina e Jeddah un tipico canto e la sua danza prendono il nome di al-mizmar, che è lo strumento a fiato di legno, simile a un oboe, che serve a modulare la particolare melodia delle musiche tradizionali di quella regione.

Negli anni ottanta la Società dell’Arabia Saudita per la Cultura e le Arti ha dato vita a un progetto di studio e registrazione delle danze e antichi motivi folcloristici del Regno. Un noto programma televisivo, dal titolo “Arti Popolari,” ha inoltre mandato in onda una serie di puntate dedicate alle singole province del Paese, registrando musiche e danze di ogni tribù e villaggio, con il commento di musicisti locali.

Oggi nel Regno esistono oltre cinquanta gruppi folcloristici di musica e danza. I cantanti più popolari, consapevoli del valore delle tradizioni del Paese, inseriscono i ritmi degli strumenti antichi, come il tar e l’oud, nelle loro composizioni moderne.

Arte

La calligrafia araba

La calligrafia araba è un’arte che consiste nel disegno e nell’abbellimento delle lettere arabe. La scrittura araba in particolare si distingue per essere corsiva. Questa caratteristicapermette di creare vari tipi di forme geometriche.

La calligrafia araba è un elemento importante dell’arte islamica e viene impiegata per decorare moschee e palazzi, ma anche manoscritti di libri, primo fra tutti il Santo Corano. La calligrafia araba segue una precisa serie di regole estetiche che si basano sulla proporzionalità tra il punto, la curva e la linea. Per realizzarla si utilizzano alcuni degli stessi strumenti impiegati nelle belle arti. La calligrafia araba, nel cuore dei musulmani, occupa un posto privilegiato tra le arti visive.

Gastronomia

Il marquq

E’ un piatto tipico saudita, diffuse soprattutto nel Najd.

La maggior parte dei piatti sauditi è accompagnata dal riso e dal pane arabo ma anche grano e cerali sono usati per numerose ricette della cucina saudita. Il grano è disponibile in due qualità: grano sama e grano laqimi. Il sama viene utilizzato per tre famosi piatti popolari delle regioni centrali del regno: il qarsa, il mataziz e marquq.

Il marquq è una ricotta che si tramanda da tempi antichi. E’ preparato con farina (soprattutto di tipo sama), sale e acqua, che si mescolano fino ad ottenre un impasto omogeneo. Tale impasto deve essere lasciato a riposare alcuni minuti. Nel frattempo si mette a cuocere la carne. A metà cottura si aggiungono le verdure. L’impasto, invece, va steso e tagliato a quadrati che andranno aggiunti anche essi alla pentola per la cottura. Sarà necessario mescolare affinché non si attacchi alle pareti. Il tutto va lasciato sul fuoco fino all’ebolizione. Si otttiene così il marquq.

La kabsa

La kabsa è un piatto compost principalmente da spezie, riso (solitamente a grano lungo, tipo basmati), carne e verdure. Si cucinano diverse varianti di kabsa, ognuna delle quali è unica. Le spezie per la kabsa si possono trovare già preparate, e sono pepe nero, chiodi di garofano, zafferano, canella, limonenero, foglie di alloro e nocemoscata. Queste spezie sono aggiunte a carne di pollo, capra o agnello. A volte siusaanche carne di manzo o addirittura pesce e gamberetti. Per realizzare il pollo makbus è necessario un pollo intero. Alle spezie mischiate alla carne e al riso si possono aggiungere mandorle, pinoli, noccioline, cipolla e uva sultanina. Il piattoinfine verrà guarnito con hashu e daqqus, una salsa di pomodoro fatta in casa.

La carne per la kabsa può essere cucinata in vari modi. Una tecnica popolare è il mandi. Ha antiche origini. La carne viene fatta cuocere in un buco profondo scavato nel terreno. Un altro modo per servire la kabsainvece è ilmathbi, per cui la carne viene fatta arrostire su una pietra piatta posta al di sopra di un braciere rovente. Esiste, inoltre, la tecnica madghut, per cui la carne si cucina in una pentola a pressione.

La palma da dattero

Esiste un forte legame tra i cittadini sauditi e la palma da datterofindall’antichità. La palma ancora oggi offre materiale da costruzione con il suo pregiato legno, mentre i suoi datteri costituiscono un importante prodotto alimentare.

Dopo la scoperta del petrolio, l’enorme progresso vissuto dal Regno dell’Arabia Saudita e la sua apertura allo scambio di ogni genere di merce, l’utilizzo della palma è diminuito. Nonostante ciò i sauditi non hanno dimenticato le sue qualità e continuano a tributarle un grande interesse sia a livello ufficiale che popolare. La palma ad esempio è rappresentata nell’emblema del Regno, proprio per ricordare il suo legame con le radici del popolo saudita. Nell’emblema la palma rappresenta la vitalità, il progresso e la pazienza, mentre le due spade rappresentano la forza e lo spirito di sacrificio. La palma inoltre è una pianta che non può mancare in ogni casa saudita, ed è oggetto di particolari cure da parte del padrone di casa quasi come se fosse un membro della famiglia.

Il dattero (ovvero il frutto della palma) occupa quindi sin dai tempi antichi uno spazio privilegiato nell’immaginario dei musulmani, e in particolare dei sauditi.

Il dattero è considerato un nutrimento completo visto che detiene le componenti base di carboidrati, proteine, vitamine e sali minerali. Il consumo di quindici datteri al giorno (circa cento grammi) copre completamente il fabbisogno giornaliero del corpo umano di magnesio, manganesio, rame e zolfo, metà del fabbisogno di ferro e un quarto del fabbisogno di calcio e potassio.

Alcune delle sue proprietà benefiche e terapeutiche:

· Il dattero rafforza il corpo, combatte l’anemia e previene i disturbi nervosi grazie al suo elevato contenuto di zuccheri e potassio.
· Aumenta la secrezioni degli ormoni che stimolano la produzione del latte materno (come la prolattina).
· Riduce il rischio di malattie al cuore e alle arterie. Riduce il tasso d’assorbimento del colesterolo da parte dell’intestino e contiene una quantità elevata di antiossidanti.
· È usato per trattare la costipazione cronica e per riattivare le corrette funzioni intestinali grazie all’alto contenuto di fibre.
· Aiuta a prevenire il cancro grazie al suo contenuto di fenoli e antiossidanti.
· Stimola il sistema immunitario.
· I datteri sono ricchi di flavonoidi che permettono diverse attività fisiologiche. Sono stimolo e catalizzatore per il cuore, rafforzano le pareti e i capillari dei vasi sanguigni, inibiscono ilsanguinamento e agiscono contro batteri, funghi e virus.
· È efficace contro le allergie grazie al contenuto di zinco.
· Allevia l’acidità e il bruciore di stomaco grazie al contenuto di sali alcalini.
· Una piccola quantità di dattero essiccato e macinato è d’aiuto contro l’asma. 
Henné

E’un arbusto conosciuto fin dai tempi antichi. Appartiene alle piante perenni decidue e la sua altezza può arrivare fino a tre metri. I suoi fiori sono piccoli e bianchi e diffondono una fragranza molto forte. Le sue foglie si distinguono per la forma ovale e lalunghezza che varia dai tre ai quattro centimetri. Il loro colore varia dalrosso tenue al bianco ingiallito. Questo arbusto gode di una considerazioneparticolare da parte della maggioranza dei popoli islamici. Lo si utilizza persvariati scopi, come decorare e abbellire le mani e i piedi, tingere i capelli, disinfettare le ferite o per estrarre un profumo di fiori.

L’henné viene usato come prodotto di bellezza. Viene anche utilizzata per curare il mal ditesta, applicandola ailati della fronte. La tintura di henné ha anche lo scopo di curare la pellescrepolata e combattere diversi tipi di funghi. L’henné ha proprietà antitumorali ed è efficace per curare piaghe infette. Può essere, altresì, utilizzato per curare ulcere della bocca, della lingua e delle gengive. L’henné è una buona cura contro l’eczema. Aggiungendo una piccola quantità d’acqua all’henné, lo si può applicare sulla zona interessata. E’ stato scientificamente dimostrato che l’henné, applicato sulla testa e lasciato agire per un certo lasso di tempo, grazie alle sostanze contenute è efficace contro microbi eparassiti oltre che contro l’eccesso di secrezioni sebacee e forfora. In questo caso è preferibile utilizzare la pasta di henné con aceto e limone.

Abbigliamento tradizionale

L’abbigliamento può esprimere usi, costume e tradizioni di una comunità, custodire frammenti della memoria di un popolo. Così è nel Regno dell’Arabia Saudita, dove la moda è anche un segno di appartenenza che rimanda a radici storiche e culturali. Nelle diverse località del Regno l’abbigliamento riflette inoltre il rapporto con l’ambiente naturale. Vi è una grande varietà di gusti artistici, dall’uso dei colori, fino alla scelta dei materiali e delle forme. La ricercatezza estetica si nota particolarmente nell’abbigliamento femminile, il quale per la donna è un valore sia estetico sia morale. L’attenzione per i materiali e i colori, l’accuratezza nei ricami, hanno mantenuto intatta fino ai giorni nostri la popolarità del tradizionale thawb. La caratteristica maggiormente distintiva dell’abito femminile sono gli sfarzosi e luminosissimi ricami che decorano le sue estremità e la parte centrale. Mentre l’abito maschile è caratterizzato dalla semplicità e dalla comodità. La sua ampiezza facilita i movimenti ed è particolarmente adatta al clima caldo tipico del paese. Il suo colore è bianco e, a differenza di quello femminile, non è decorato da ricami. La confezione dell’abito maschile inoltre si realizza operando pochissime cuciture.

Complesso Monumentale del Vittoriano
Complesso del Vittoriano
Via di San Pietro in Carcere | Roma